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Mercoledì, 29 Marzo 2017
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Emozioni di settembre… senza Pokémon GO

PikachuLe emozioni di settembre nascono… dalle esperienze di agosto.

Pochi giorni fa, nella via principale di una delle più rinomate località turistiche di montagna del nostro Bel Paese, di fronte a uno dei più esclusivi negozi, proprio sopra al totem con l’immagine pubblicitaria del prodotto venduto all’interno, campeggiava Pikachu, forse il Pokémon più famoso.

Bizzarro e sconosciuto figuro per i più, tristemente famoso per gli estimatori di app di successo. 

Come molti sanno, l’estate 2016 è stata, tecnologicamente parlando, caratterizzata dalla app Pokémon GO, che ha catalizzato l’interesse di 45 milioni di utenti worldwide (dato di metà luglio, fonte International Business Time). Si è trattato di un’esplosione incredibile, che possiamo paragonare a un fuoco d’artificio, a una passione bruciante che, come tutti gli innamoramenti, è durata assai poco: a metà agosto, infatti, gli utenti erano scesi di 15 milioni di unità. Il numero è comunque “monstre” e ci induce a qualche riflessione settembrina:

  • Gli adulti amano i giochi e i giocattoli ma, proprio come accade ai piccoli, presto si stufano e si dedicano ad altro.
  • Nessuno ha ormai più remore: la tecnologia è talmente invasiva che ricercare un Pokémon mentre si guida ed essere multati di conseguenza è diventata normalità.
  • Il dilemma ci attanaglia da decenni: la tecnologia è nata con queste finalità? Questo è il suo scopo? Non può essere dedicata a qualcosa di più nobile? La risposta è ambigua: un po’ sì e un po’ no. Ci porterà su Marte, ma ci aiuterà anche – ci scommetto – a breve a posizionare il mascara senza sbavature.
  • Le mode sono ormai planetarie, perché tutti siamo interconnessi e i limiti geografici non hanno più senso (salvo poi perdere la strada quando si gira per una città d’arte, se non si può usare una app di mappe…).
  • La serietà ci spinge a credere che, parallelamente a progetti e iniziative di entertainment, vi siano investimenti e “menti” dedicati all’education, alla condivisione delle informazioni e alla collaborazione.
  • Pikachu, in tutto ciò, non ha colpe. Ora può tornare nel mondo dei cartoni animati, felice di aver contribuito a smascherare una delle tante curiose contraddizioni del nostro tempo.

Gianna Martinengo 

 

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