Tutti noi siamo “voraci consumatori” di contenuti basati su video. Più volte al giorno, tra l’altro, per i motivi più diversi (intrattenimento, infotainment, apprendimento,…).

Stando così le cose, non sorprende che l’apprendimento basato su video stia diventando una componente strategica delle aziende specializzate nel digital learning, ossia nella fornitura di formazione alle organizzazioni (come nel caso di DKTS).

Basterebbero anche solo i numeri per comprendere la portata del fenomeno dei video e la sua esplosione a livello di fruizione: vediamoli di seguito.

Secondo Forrester Research, i dipendenti hanno il 75% in più di probabilità di guardare un video rispetto alla lettura di documenti, e-mail o articoli web. Il 97% delle aziende che utilizza video esplicativi afferma che questi aiutano gli utenti a comprendere meglio la propria attività. Gli studi hanno dimostrato che l’aggiunta di video può migliorare la capacità delle persone di ricordare concetti e dettagli con effetti che aumentano nel tempo. Le presentazioni che includono immagini come video e diapositive sono più efficaci del 9% rispetto al solo testo, quando la comprensione del pubblico viene testata subito.

Apprendimento basato su video, quale il suo migliore outfit?

Un conto è il video tout court, un conto è il video applicato al corretto contesto, dunque, nel nostro specifico caso, all’apprendimento, che trova la sua massima espressione positiva (i.e. di efficacia) nel caso di domini dichiarativi, procedurali o relazionali. E ancora in un contesto di formal e informal learning, o come supporto per la formazione con un docente, o in sinergia con altri applicativi che completino la finalità formativa.

Questo non è tutto: l’apprendimento basato su video può infatti anche essere usato in modo molto efficace per sensibilizzare, coinvolgere, addestrare, sostenere il change management.

È tutto oro quello che ha a che fare coi video?

Per i motivi di cui sopra, certamente l’apprendimento basato su video è ad alto impatto, vi è però uno svantaggio di “passività”, ciò significa che l’unico controllo degli studenti è “play / pause / stop”.

Questo può diventare un fattore limitante quando, per esempio, la durata del video è di oltre 3 minuti. Oltre questa durata, l’attenzione dell’utente vacilla e si potrebbe non notare l’impatto dell’apprendimento richiesto nei video di durata più lunga.

Altro rischio in agguato è la possibilità che il livello di conoscenza atteso sia al di là del richiamo o della comprensione dei contenuti del video stesso.

Tuttavia, approcci innovativi come l’apprendimento interattivo basato sempre su video compensano queste sfide e consentono di creare soluzioni di apprendimento davvero e coinvolgenti.

 

A parere di DKTS, un approccio molto potente applicato all’apprendimento interattivo basato su video dovrebbe includere:

  • Interazioni di apprendimento simili all’eLearning tradizionale (hot spot, click-and-reveal e così via)
  • Test e valutazioni
  • Percorsi di apprendimento che si diramano su tracce diverse in base alle scelte dello studente
  • Utilizzo dell’apprendimento basato su video per creare buzz, motivazione , engagement

Valore reale e tangibile per le aziende

Come già accennato in precedenza, l’apprendimento basato su video – posto in essere da DKTS con le caratteristiche di cui sopra – può supportare tutti gli aspetti della formazione aziendale ed essere dunque:

  • elemento motivatore e coinvolgente
  • pertinente e identificabile (preferibilmente personalizzato)
  • sfidante e gratificante
  • facilitare non solo l’impegno nell’apprendimento, ma anche l’applicazione dell’apprendimento
  • attivare il cambiamento comportamentale richiesto
  • aiutare gli allievi a esercitarsi e acquisire padronanza

 

Il “facilitatore” della memoria: il video di microlearning

Pare incredibile, ma gli allievi dimenticano quasi l’80% di ciò che hanno appreso, se non ci sono rinforzi dopo 30 giorni di un programma di allenamento di successo. I contenuti tramite video diventano così dei preziosi alleati, veri “rinforzi di apprendimento” capaci di compensare la “curva dimenticativa”.

In questo caso, molto efficaci risultano i video di microlearning: si tratta di video brevi e mirati di dimensioni di un “boccone” (con una durata di pochi secondi) mappati su un risultato di apprendimento specifico. Questi sono l’ideale per offrire apprendimento formale e supporto alle prestazioni o aiuti di apprendimento just-in-time.

Gianna Martinengo

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