Buddha sosteneva che “le parole hanno il potere di distruggere e di creare”, ed in effetti il potere delle parole è infinito e stravolgente.
Logos in greco significa “parola, verbo, discorso”, indica la comunicazione tipica dell’essere umano. Nella Bibbia, la “parola” è anche qualcosa di più di quello che intendiamo noi occidentali: è l’azione con cui esprimiamo noi stessi, perciò il termine ebraico “dabar” designa contemporaneamente la parola e l’atto. La parola ha in sé una forza creatrice, modifica e trasforma la realtà.

Logos è lo strumento con cui Dio ha fatto l'uomo. Infatti "In principio era il Logos e il Logos era presso Dio e il Logos era Dio...E il Logos carne divenne e pose la sua tenda in mezzo a noi". (Giovanni 1, 1.14)

Insomma, le parole “non sono soltanto parole” come recita una famosa canzone di Mina.
Ecco come attraverso l’uso delle parole veniamo anche in modo inconsapevole condizionati a fare qualcosa. Per esempio, proviamo ad eseguire questo ordine: “Non pensare a un fiore giallo”. Probabilmente non ci siamo riusciti. Avremo comunque pensato ad un fiore giallo, sebbene la richiesta fosse di fare l’opposto.
Non possiamo non comunicare, ogni comunicazione produce sempre delle conseguenze. Anche il silenzio produce l’intenzione di non voler comunicare. In questo caso specifico, inoltre, il cervello non recepisce la negazione “NON”. Le Neuroscienze ci aiutano a comprendere meglio come il cervello reagisce a seconda degli input (le parole) che noi gli forniamo. Le parole espresse in forma positiva ci spingono all’azione, mentre la negazione ci spinge a fare l’esatto contrario.
Se le stesse parole vengono utilizzate nella loro forma negativa (es. non andare, non fare, non fumare, ecc.), verosimilmente spingono a fare proprio ciò che non si vuole. Ricordiamo infatti la richiesta di non pensare a un fiore giallo?
Comprenderemo quindi perché quando ci diamo o diamo agli altri degli obiettivi è sempre opportuno utilizzare le espressioni in forma positiva.  Le parole che utilizziamo ogni giorno determinano quindi i nostri comportamenti ed influenzano il nostro cervello. Di seguito un esempio di due modi diversi di esprimere la stessa richiesta:

“Non ti preoccupare Luca, non essere nervoso, non pensare negativo! Nulla potrà andare storto!”
oppure
“Stai tranquillo Luca, Preparati e ce la farai!”

Se in entrambi i casi l’intenzione è quella di supportare Luca, solo la seconda modalità influenzerà positivamente Luca, mentre la prima – probabilmente - contribuirà all’insuccesso di Luca.
Una parola, una frase esprime un’intenzione, quella di chi la esprime. Questa intenzione (questo obiettivo, questo scopo) si lega a (si combina con, si adatta a) lo “stato cognitivo” di chi riceve la frase espressa e produce un risultato (cognitivo) in chi riceve. La parola, la frase, l’espressione linguistica produce un risultato concreto, misurabile, che cambia lo stato dell’interlocutore, proprio come una azione fisica può cambiare lo stato fisico di chi la riceve.
La grande “novità” è che grazie alla teoria degli atti linguistici per la prima volta nella storia non si considera la validità della lingua (delle frasi, del discorso) "indipendentemente da chi parla e chi riceve" ma in funzione degli stati degli interlocutori (preconoscenze, scopi, piani, strategie, tattiche ...). Certamente non è la prima volta che qualcuno ci pensa, ma è la prima volta che se ne costruisce una vera teoria. Nasce così la sociolinguistica, poi la pragmatica del discorso, quella modalità di analizzare il linguaggio che lega fortemente lo stesso agli stati mentali dei vari interlocutori.
Ci si domanda quale è il rapporto fra questo modo di studiare il linguaggio umano ed i vari strumenti – oggi molto tecnologici – di utilizzarlo.   La risposta è che la tecnologia informatica, digitale, multimediale da tempo ha assorbito ed usa quotidianamente questi fondamenti scientifici.  Ad esempio: tutta l'analisi degli errori (i vecchi "modelli studente" degli anni ’70) e, più di recente, i "modelli utente" servono proprio per capire e prevedere il comportamento umano a partire dalle interazioni linguistiche. I modelli studente servivano per correggere gli errori in modo personalizzato, oggi i modelli utente – più in generale – servono soprattutto per produrre raccomandazioni ben adattate al singolo, quasi sempre con obiettivi pubblicitari. Si tratta sempre di sistemi basati sull'analisi centrata utente (umano) delle pre-concezioni, sulla ricostruzione dello stato delle persone e dei loro obiettivi a partire dal comportamento linguistico o in generale interattivo (click, ricerche su Web, …).
Nel nostro laboratorio DIDA*LAB, sotto la direzione del Prof. Stefano A. Cerri, dagli anni '90 abbiamo progettato sistemi e realizzato prototipi che cercavano di fare questo a partire da NAT*LAB ma anche con vari altri  ITS: Intelligent Tutoring Systems.

Brochure Didael 1990
Aree in cui DidaLab ha sviluppato prototipi e prodotti applicativi
Scheda di un prototipo
Gianna Martinengo

Gianna Martinengo
CEO DKTS
Membro del Board Innovazione Tecnologica – Trasformazione Digitale, Comune di Milano
Coordinatrice del Comitato Scientifico, MUSA Scarl
Membro del Comitato Scientifico, UNISALUTE
Fondatrice e Presidente di Women&Tech® ETS

(per maggiori dettagli sul CV, vedi: https://www.didaelkts.it/gianna-martinengo)

Daniela Maira

Daniela Maira
E’ Direttore Risorse Umane per aziende con brand diversi dove si occupa di Gestione, Formazione e Sviluppo, Organizzazione e Relazioni Industriali. Svolge dal 1993 la sua carriera nelle Risorse Umane sia in contesti multinazionali che padronali tra cui Didael KTS, Walt Disney, Dassault Systems, Giuffrè Francis Lefebvre. Ha lavorato in ambiti differenti e con varie tipologie di business, dall’intrattenimento, al largo consumo, all’editoria al software e ai servizi. Ha svolto una consolidata carriera sia come Generalista che con responsabilità di Formazione Sviluppo, Organizzazione e Selezione, in Italia, in Europa e nei paesi dell’area Mediterranea. Ha inoltre maturato significative esperienze in situazioni di start-up e di cambiamento organizzativo. Counselor, laurea in discipline umanistiche, è esperta di sviluppo organizzativo e formazione, di coaching, di processi di trasformazione ed innovazione.