
La fondatrice e presidente di DKTS è intervenuta ai microfoni di RTL 102.5 per riflettere sull’impatto sociale dell’intelligenza artificiale, sulla necessità di una regolamentazione efficace e sulle competenze indispensabili per affrontare il futuro.
L’intelligenza artificiale non rappresenta soltanto una rivoluzione tecnologica, ma un cambiamento che coinvolge profondamente la società, le persone e il sistema di valori con cui scegliamo di orientare l’innovazione.
È questo uno dei principali messaggi condivisi da Gianna Martinengo, fondatrice e presidente di DKTS, nel corso dell’intervista rilasciata a RTL 102.5.
«Non dobbiamo avere paura dell’intelligenza artificiale, dobbiamo avere l’ambizione di governarla», ha sottolineato Martinengo, ricordando come la qualità dei sistemi di IA dipenda dalla qualità delle persone, delle regole e dei valori che vengono posti alla base del loro sviluppo.
Il futuro, quindi, non sarà determinato esclusivamente dagli algoritmi, ma dalle scelte che sapremo compiere come società. Da questa prospettiva, l’intelligenza artificiale può essere considerata una manifestazione dell’informatica sociale, nella quale tecnologia, interazione umana e responsabilità collettiva risultano strettamente connesse.
Evitare che l’IA amplifichi le disuguaglianze
Nel corso dell’intervista è stato affrontato anche il tema dell’accessibilità e della possibilità che l’intelligenza artificiale contribuisca a creare condizioni di maggiore uguaglianza.
Gli algoritmi apprendono infatti dai dati, ma i dati riflettono inevitabilmente anche le disuguaglianze, gli stereotipi e le discriminazioni già presenti nella società. Senza un’attenta progettazione, il rischio è quindi quello di automatizzare e amplificare queste distorsioni, anziché ridurle.
Per questo motivo, lo sviluppo dell’IA non può essere affidato esclusivamente alle competenze tecnologiche. È necessario coinvolgere anche professionisti provenienti dalle discipline umanistiche e sociali, come linguistica, filosofia e antropologia.
È proprio dall’incontro tra tecnologia e umanesimo che potranno nascere soluzioni capaci di produrre un impatto realmente positivo sulle persone e sulla società.
Regole e sperimentazione: il ruolo dell’AI Act
Un altro passaggio dell’intervista ha riguardato la regolamentazione europea dell’intelligenza artificiale e l’approvazione dell’AI Act.
Gianna Martinengo ha ricordato di aver avuto l’opportunità, nel 2021, di contribuire alla prima fase di elaborazione del regolamento europeo, proponendo un principio ispirato al modello utilizzato nel settore farmaceutico: sperimentare e valutare attentamente gli effetti di una tecnologia prima della sua immissione sul mercato.
In questo percorso assumono particolare importanza le sandbox regolamentari, ambienti controllati nei quali imprese e organizzazioni possono sperimentare nuove applicazioni di intelligenza artificiale, verificarne i risultati e individuarne gli eventuali rischi prima di renderle disponibili su larga scala.
Le competenze per comprendere l’intelligenza artificiale
Guardando al futuro, non sarà sufficiente saper utilizzare gli strumenti di intelligenza artificiale. Sarà soprattutto necessario comprenderne il funzionamento, le implicazioni e i limiti.
Accanto alle conoscenze tecniche diventeranno quindi sempre più importanti il pensiero critico, l’etica, la capacità di collaborare e di integrare prospettive differenti.
Secondo Gianna Martinengo, il futuro non apparterrà a una singola forma di intelligenza, ma alle intelligenze capaci di lavorare insieme: l’intelligenza naturale delle persone, degli animali e delle piante; l’intelligenza emotiva, indispensabile per comprendere noi stessi e gli altri; e l’intelligenza intergenerazionale, fondata sul dialogo tra l’esperienza delle generazioni adulte e la visione innovativa e spesso dirompente dei più giovani.
Un’alleanza tra competenze, discipline e generazioni che rappresenta una delle condizioni fondamentali per mettere l’intelligenza artificiale al servizio delle persone e costruire un’innovazione realmente responsabile, inclusiva e sostenibile.







