In un articolo pubblicato su Il Giornale, Gianna Martinengo viene raccontata come una delle figure italiane che hanno anticipato il dibattito sull’intelligenza artificiale, a partire dall’esperienza a Stanford nei primi anni Ottanta fino alla nascita di Didael KTS e all’attuale impegno con DKTS e Women&Tech.

Il profilo mette in evidenza una visione dell’AI lontana dalla logica del “gadget” o della scorciatoia tecnologica: l’intelligenza artificiale è prima di tutto una disciplina scientifica, che richiede metodo, competenze, spirito critico e capacità di partire dai bisogni reali delle persone e delle organizzazioni.

Un racconto che attraversa ricerca, impresa, formazione e cultura dell’innovazione, ribadendo il valore di un approccio pragmatico e umano alla trasformazione digitale: capire, sperimentare, correggere e solo poi scalare le soluzioni.