La fiducia è il presupposto dello sviluppo. Senza fiducia, nessuno investe: quando si rischiano delle risorse si ha fiducia che ci sia un ritorno vantaggioso. Per questo le società che non garantiscono la sicurezza del ritorno su investimento non crescono, anzi regrediscono. Per questo le mafie sono deleterie: perché tolgono la fiducia. Per questo la giustizia, lo Stato devono funzionare: per dare fiducia ai cittadini, i quali, con i loro investimenti, sono all'origine dello sviluppo. A partire dai fondamenti delle società occidentali, come quelli della rivoluzione francese, la sfida consiste nel coniugare la libertà di investire, di intraprendere[i], avendo fiducia di averne dei vantaggi con l'eguaglianza di tutti rispetto a questa sfida, il diritto uguale per tutti a rischiare e avere profitti, nel rispetto uguale per tutti di diritti e doveri; e finalmente con la fraternità, la solidarietà con coloro che non hanno avuto successo. Nel caso delle donne, quasi tutte le società rispettano principi di solidarietà con esse. Quando non avviene, tutti gridano allo scandalo, giustamente. Sfortunatamente, non tutte le società rispettano l'eguaglianza delle donne rispetto agli uomini in varie situazioni. Ad esempio: il voto alle donne, nella civile Svizzera, è un risultato acquisito solo di recente. Finalmente, parlando di libertà, purtroppo spesso la libertà delle cittadine è limitata rispetto a quella dei cittadini, in particolare la libertà di "intraprendere"; vuoi per fattori oggettivamente femminili (le attività di procreazione e cura dei figli), vuoi per pregiudizi molto diffusi. Quello che ci interessa, qui di seguito, è rendere esplicito il fatto che fa parte dell'interesse collettivo, invece, non solo riconoscere alle donne la libertà di intraprendere, ma anche facilitare il loro accesso paritario alle nuove professioni. Il motivo è semplice: le donne, in molti casi, sono più efficaci degli uomini in vari aspetti delle professioni correnti, ma soprattutto hanno caratteristiche ancora più promettenti rispetto alle nuove professioni. Con questo non vogliamo assolutamente sostenere una società matriarcale! Al contrario, vogliamo sostenere una società in cui libertà, eguaglianza e fraternità siano ugualmente condivisi dai cittadini di entrambi i sessi perché uomini e donne hanno proprietà complementari, non solo nella famiglia ma anche nel mondo del lavoro. E dunque conviene a tutti che anche le donne lavorino, cosi come conviene a tutti che anche gli uomini si occupino dei figli. Fra le ragioni di disuguaglianza abbiamo citato sia "fattori oggettivamente femminili" che pregiudizi. Per controbilanciare i primi ci vuole lo Stato. I congedi di maternità e gli asili sono degli esempi. In Paesi più civili del nostro questi dispositivi sono molto più generosi nei confronti delle madri, cosa che giustifica anche in parte il tasso di natalità più elevato (come è il caso della Francia, campione d'Europa). Ma quello che ci interessa di più è smascherare i pregiudizi. Tra i più diffusi è che le donne sono meno "tecniche" degli uomini; fatto che quasi automaticamente viene ridefinito come mancanza di professionalità in generale. Un altro è che sono meno affidabili sul lavoro perché se avviene qualche evento imprevisto, privilegeranno sempre la famiglia. Un terzo, infine, è che sono più facilmente influenzabili, più emotive, sentimentali, umanamente fragili. Di seguito cercheremo di ribaltare queste tre caratteristiche delle donne trasformandole da motivi di critica a opportunità di successo. E cosi, forse, dimostreremo che ci conviene che si affianchino agli uomini in tutte le professioni, perché il loro contributo permette di progredire collettivamente assai di più che facendone a meno. Prima di entrare in questa argomentazione, tuttavia, una breve storia che dimostra la tesi meglio di mille altre: la storia delle donne del Bangladesh.

Tutti conoscono il premio Nobel Muhammad Yunus[ii], fondatore della Grameen Bank , cioè della "banca dei poveri". Tuttavia, pochi sanno che  alla data di oggi su 7 milioni di microcrediti che la banca ha attivato, il 97% sono dati a donne. Il motivo è semplice, e lo si può ascoltare direttamente dal filmato di Yunus: le donne sono manager migliori degli uomini. Yunus non sapeva questo: all'inizio i microcrediti erano concessi alla pari a uomini e a donne. Ora le donne sono considerate debitrici di gran lunga più affidabili dei loro compagni uomini.

La storia è simbolica, perché riguarda un'operazione rivoluzionaria che è avvenuta senza alcun spargimento di sangue. Non soltanto la Grameen Bank fa profitti, ma Yunus conta di ridurre a zero la povertà in Bangladesh entro il 2030. Un sogno irrealizzabile! Chissà; finora tutti i presupposti sono favorevoli. Due pregiudizi apparentemente inossidabili sono stati demoliti: che si possa prestare facendo profitti, anche poco denaro, a persone povere con la sola garanzia della loro parola; e che convenga fare credito alle donne rispetto agli uomini perché le donne sono economicamente più affidabili. Vediamo ora di smontare uno ad uno i tre pregiudizi citati sopra sul rapporto fra donne e lavoro. Non è vero che le donne sono meno tecniche degli uomini; ma anche se fosse cosi questo non significa che esse siano meno professionali. Le professioni del futuro saranno sempre più legate ai servizi e sempre meno ai prodotti (almeno in occidente); e i servizi sono fondati più su competenze di tipo "soft skills" (relazionali, linguistiche, psicologiche, ...) che su competenze tecniche. La dimostrazione è che negli Stati Uniti come in Europa le facoltà scientifiche e tecniche sono sempre meno frequentate (da occidentali); aumentano invece gli iscritti a legge, economia e scienze sociali. Ancora una volta: noi pensiamo che bisogna incoraggiare tutti ad abbracciare professioni tecnico scientifiche, ma se eventualmente questo fosse considerato un handicap per le sole donne (la mancanza di vocazione tecnica), ebbene i fatti dimostrano che non lo è, ben al contrario. Non è vero che le donne, in caso di imprevisti, privilegiano la famiglia.

Tuttavia, anche se fosse cosi, visto il ruolo attuale che hanno nelle nostre famiglie, non pensiamo sia una scelta sbagliata. Oppure, argomento complementare, crediamo davvero che gli uomini privilegino il lavoro? E per quale motivo dovrebbero farlo? Comunque, Yunus dimostra, le donne sono di gran lunga più flessibili, adattabili degli uomini: tutte le professioni del futuro saranno fondate sulla capacità di adattamento continuo, a differenza del passato, e le donne hanno di certo questa proprietà stampata nella loro storia: lo spirito di sacrificio e di adattamento. Finalmente, non è vero che le donne sono più emotive degli uomini, ci sono evidenti contro esempi che, possiamo dire con tranquillità, non sono eccezioni ma la regola. Tuttavia, anche se fosse vero: nelle professioni del futuro il rapporto fra razionalità da una parte e sensibilità, emozione, intuizione, ispirazione, creatività e simili capacità non "logiche" dall'altra certamente evolve in favore di queste ultime e non certo della razionalità. Esempio: Web 2.0 connette a livello planetario le persone offrendo strumenti di produzione, costruzione d'informazione e conoscenza, non solo di consumo; all'interno di comunità di pratica in continua evoluzione. Quale migliore dimostrazione della crescita di interesse professionale per le capacità citate, considerate tipicamente femminili, piuttosto che la "semplice" razionalità, considerata un privilegio degli uomini! In un mondo che cambia con la rapidità che conosciamo, la professionalità richiesta è quella relazionale, non solo tecnica; flessibile e adattabile, non rigida; intuitiva e creativa, non solo logico-razionale. Infine, tenace, non volatile; integrata, non settoriale. Non è facile battere le donne su queste loro prerogative storicamente dimostrabili, per questo sappiamo con certezza che esse hanno grandi opportunità nelle professioni del futuro. Per affiancarsi ai loro compagni sia nel lavoro che nella famiglia, con uguale dignità ma funzioni, attitudini, conoscenze e capacità complementari; per progredire tutti, meglio e di più; per recuperare la fiducia in un futuro che dovrà essere una conquista di tutti i cittadini del villaggio globale, liberi, uguali e solidali.

Articolo di Gianna Martinengo, 2008

[i] Questa parola indica qui di seguito, in modo assai generale, tutte le iniziative autonome di investimento dì risorse avendo la speranza di ricavarne un profitto ad esempio fondare una Impresa privata ma anche cercare un lavoro dipendente o studiare per ottenere un diploma che permetta di esercitare una professione oppure pubblicare un articolo o un libro o trasferirne la residenza da una Città all'altra o comperare una casa.

[ii] https://www.nobelprize.org/prizes/peace/2006/yunus/facts/

Gianna Martinengo

Gianna Martinengo
CEO DKTS
Membro del Board Innovazione Tecnologica – Trasformazione Digitale, Comune di Milano
Coordinatrice del Comitato Scientifico, MUSA Scarl
Membro del Comitato Scientifico, UNISALUTE
Fondatrice e Presidente di Women&Tech® ETS

(per maggiori dettagli sul CV, vedi: https://www.didaelkts.it/gianna-martinengo)