Il digital learning così come inteso da DKTS in oltre 30 anni di attività non si ferma mai; evolve, spinto dalla tecnologia e dai bisogni formativi, in un percorso di miglioramento costante.

Come azienda abbiamo anticipato e implementato i suoi cambiamenti, nel corso dei decenni, sempre seguendo la nostra filosofia, “Inspired by users, driven by science” e oggi ci ritroviamo a seguire una nuova trasformazione, forse la più grande e consistente, appoggiata a uno strumento che ogni persona possiede e che è diventato il fulcro della comunicazione: lo smartphone.

Tale cambiamento è connaturato alla nuova società post-pandemica (che ha in verità accelerato un processo già in atto da qualche anno) ed è frutto dei numeri che ci circondano: il 45% della popolazione mondiale possiede oggi uno smartphone. Le persone passano in media 9 anni della propria vita utilizzando questo device. I millennials spendono 3,7 ore al giorno con in mano lo smartphone, ovvero circa il 24% della giornata.

Se questo è il contesto, siamo chiamati a “far usare” bene uno strumento dall’incredibile potenziale, agganciandovi anche l’opportunità del digital learning o di quello che, a questo punto, potremmo agevolmente chiamare mobile learning.

L’uso dello smartphone per il mobile learning garantisce un approccio alla formazione molto più friendly, dato che gli utenti affermano di sentirsi meno oppressi dalla preoccupazione per il tempo e per lo spazio nel quale le eventuali lezioni o attività devono essere seguite, che in questo modo risultano anche più gradite.

Il mobile Learning, cosa che già DKTS propone da anni, può comprendere tra l’altro diverse forme di insegnamento che possono andare dai webinar ai corsi on line, alle dirette one to one. Inoltre il know-how aziendale può essere spacchettato in microlezioni per una più semplice fruizione e una comprensione più elevata e duratura dei contenuti.

Come in tutti i progetti legati ai device tecnologici, occorre però che il consulente di mobile learning si faccia carico, per conto delle aziende e degli utenti, anche della risoluzione di una serie di criticità, che possono andare dalla sicurezza dei dati alla privacy, dalla compatibilità del know-how da erogare con i vari sistemi operativi alla fruizione tramite un monitor di ridotte dimensioni (con annessi problemi legati all’affaticamento della vista).

Ecco perché è importantissimo affidarsi non a piattaforme di mLearning standard, ma a chi è in grado prima di comprendere i bisogni formativi latenti, poi di trasformarli in conoscenza utilizzando gli adeguati strumenti con gli adeguati accorgimenti.

Impostare un percorso di digital learning basato tutto su smartphone senza prima aver verificato se sia o meno necessaria, per esempio, una parte di formazione in aula, o di networking, potrebbe essere molto rischioso e comportare lato utente il non raggiungimento pieno degli obiettivi; lato azienda una perdita consistente di denaro e la non rispondenza perfetta tra know-how aziendale erogato e contenuto assimilato da parte dei collaboratori (si pensi alla pericolosità fattuale se la formazione fosse incentrata, per esempio, sulla sicurezza sul posto di lavoro).

Quando, come DKTS, diciamo “We Build Solutions For Your Everyday Problems” intendiamo proprio questo: sfruttare la migliore tecnologia esistente, per i nostri scopi, solo dopo aver verificato (come nel caso dello smartphone) la sua piena compliance con il progetto di consulenza che stiamo costruendo per conto delle aziende.

Un esempio di progetto di mobile learning è quello che è stato realizzato per conto di SEA, che può essere consultato qui https://www.didaelkts.it/progetto/progetto-bridge-sea-accompagna-le-sue-persone-nel-trasferimento-da-linate-a-malpensa-con-il-supporto-di-didael-kts/

(fonte: WhistleOut)