Un episodio poco conosciuto del progetto europeo NATLAB e dell’incontro tra ricerca, impresa e innovazione.
Quando oggi si parla di Intelligenza Artificiale, il dibattito sembra essere iniziato con i modelli generativi. In realtà, la storia dell’AI europea è molto più lunga e ricca di quanto comunemente si pensi. Molte delle idee che oggi consideriamo innovative erano già oggetto di ricerca oltre trentacinque anni fa.
Tra queste vi è un’esperienza che ha segnato profondamente il nostro percorso professionale: il progetto europeo NAT*LAB, sviluppato all’interno del programma DELTA della Commissione Europea tra il 1990 e il 1991.
L’obiettivo del progetto era allora estremamente ambizioso: costruire sistemi capaci di comprendere il comportamento dello studente, apprendere dalle interazioni e migliorare progressivamente il proprio modello di conoscenza. Oggi parleremmo di adaptive learning, learner modelling o human-centred AI. All’epoca erano temi di frontiera.
Il progetto aveva inizialmente come partner industriale ICL-STC. Quando, durante il suo svolgimento, ICL decise di ritirarsi, sembrava che una parte importante dell’iniziativa fosse destinata a interrompersi. Fu in quel momento che decidemmo di cercare un nuovo partner industriale. Dopo alcuni mesi di confronto, riuscimmo a convincere Siemens Research a entrare nel progetto. Non si trattò semplicemente di sostituire un partner con un altro. Siemens comprese che quella ricerca rappresentava una nuova direzione scientifica: non più soltanto sistemi esperti e rappresentazione della conoscenza, ma una disciplina capace di mettere al centro la relazione tra esseri umani e sistemi intelligenti. Per partecipare al progetto, Siemens assunse due giovani ricercatori dedicati proprio a quest’area, allora ancora emergente, collocata tra Artificial Intelligence e Human-Computer Interaction. Ci è stato raccontato che furono i primi ricercatori dell’azienda ad essere reclutati specificamente su questi temi.
A distanza di oltre trent’anni questo episodio assume un significato particolare. Non racconta soltanto la storia di un progetto europeo, racconta come la ricerca possa orientare le strategie industriali. Racconta come un’idea scientifica possa generare nuove competenze, nuove professionalità e nuovi investimenti. Racconta soprattutto un modo diverso di concepire l’Intelligenza Artificiale.
Fin dagli anni Ottanta il nostro gruppo di ricerca sotto la guida del Prof. Stefano A. Cerri lavorava infatti sull’idea che l’AI non dovesse limitarsi a risolvere problemi, ma dovesse comprendere le persone, dialogare con loro, adattarsi ai loro bisogni e sostenere l’apprendimento. Era una visione che nasceva dall’incontro tra Computer Science e Scienze Cognitive. Oggi quella prospettiva è diventata patrimonio comune. Si parla di Human-Centred AI, Explainable AI, User Experience, AI collaborativa. Allora non esistevano ancora queste definizioni, esisteva però la convinzione che l’informatica stesse diventando un fenomeno sociale. Guardando oggi quella vicenda, ci colpisce soprattutto un aspetto.
Le grandi innovazioni non nascono quasi mai da una tecnologia. Nascono dall’incontro tra discipline diverse, tra persone che condividono una visione e tra organizzazioni disposte ad assumersi il rischio di investire nel futuro. È questo, probabilmente, il contributo più importante che programmi europei come DELTA hanno lasciato alla storia dell’innovazione. Non solo i risultati scientifici, ma la capacità di costruire reti di fiducia tra università, centri di ricerca e imprese, facendo nascere competenze che avrebbero contribuito a definire l’evoluzione dell’Intelligenza Artificiale europea. Ripensando oggi a quella esperienza, crediamo che il suo insegnamento sia ancora attuale. L’Intelligenza Artificiale non cresce semplicemente perché aumentano la potenza di calcolo o la disponibilità di dati. Cresce quando la ricerca riesce a modificare il modo in cui le organizzazioni immaginano il proprio futuro.
Ed è proprio questo che, nel nostro piccolo, accadde con NAT*LAB.

Gianna Martinengo
CEO DKTS
Membro del Board Innovazione Tecnologica – Trasformazione Digitale, Comune di Milano
Coordinatrice del Comitato Scientifico, MUSA Scarl
Membro del Comitato Scientifico, UNISALUTE
Fondatrice e Presidente di Women&Tech® ETS
(per maggiori dettagli sul CV, vedi: https://www.didaelkts.it/gianna-martinengo)







