Ho conosciuto Pattie Maes a Bruxelles, molti anni fa. Era giovanissima, ma già straordinariamente lucida nella sua visione. Parlava di tecnologia con naturalezza, come se fosse già parte del nostro modo di vivere, prima ancora che diventasse realtà.
Mi aveva colpito subito la sua capacità di connettere mondi diversi: il digitale, il comportamento umano, la percezione, la memoria. Un approccio che oggi chiameremmo “umanocentrico”, ma che allora era raro trovare con tanta chiarezza e passione.
Tra i progetti che ho continuato a seguire negli anni, ce n’è uno in particolare che mi è rimasto impresso: SixthSense. Presentato al TED nel 2009, era un sistema indossabile che consentiva di interagire con l’ambiente fisico attraverso gesti, proiezioni, riconoscimento di oggetti. Un’idea visionaria, che anticipava il concetto di realtà aumentata, molto prima che entrasse nel linguaggio comune.
Oggi Pattie è alla guida del gruppo Fluid Interfaces al MIT Media Lab di Boston, dove continua a esplorare come la tecnologia possa potenziare le capacità umane in modo intuitivo e rispettoso. Ma per me resta anche la giovane ricercatrice incontrata a Bruxelles, con lo sguardo curioso e la mente aperta sul possibile.
Tra i progetti più affascinanti di questi ultimi anni c’è Alter Ego, un’interfaccia uomo-macchina sviluppata per superare i limiti di tastiere, schermi e comandi vocali. L’idea è creare un’estensione naturale della mente umana, che permetta di comunicare con i dispositivi digitali alla velocità del pensiero, senza parlare ad alta voce né usare le mani. Il sistema funziona rilevando i microsignali neurali e muscolari che il cervello invia al sistema vocale quando pensiamo di parlare. Questi segnali, invisibili e silenziosi, vengono interpretati in tempo reale e trasformati in testo o comandi digitali.
Alcune caratteristiche principali:
- Comunicazione silenziosa e privata: puoi “parlare” senza emettere suoni, scegliendo solo i pensieri che vuoi trasmettere.
- Silent Sense: tecnologia proprietaria che rileva l’intero spettro del linguaggio, anche i segnali più deboli, senza interferenze dal rumore esterno.
- Interazione naturale: Alter Ego può rispondere a domande, prendere appunti, creare promemoria o dare istruzioni, senza bisogno di interrompere altre attività.
- Supporto visivo e gestuale: grazie a piccole telecamere e al riconoscimento dei gesti, interpreta l’ambiente circostante e fornisce informazioni contestuali.
- Collaborazione e comunicazione diretta: due persone che indossano Alter Ego possono conversare in silenzio, quasi come in una “telepatia digitale”.
- Traduzione istantanea: converte il parlato silenzioso in altre lingue, utile per viaggi o conversazioni interculturali.
- Inclusione: offre nuove possibilità a persone con disturbi del linguaggio, restituendo loro una “voce”.
- Visione
Alter Ego non è solo uno strumento, ma un passo verso tecnologie che diventano estensioni intime delle capacità umane, come gli occhiali ampliano la vista o la bicicletta le gambe. L’obiettivo è una tecnologia che non ci allontani dall’essere umani, ma che ci avvicini, potenziando creatività, comunicazione e connessione con gli altri.
Come ogni storia raccolta in questa sezione, anche questa fa parte del mio percorso personale nella cultura digitale. Gli incontri con persone come Pattie Maes non sono semplici episodi: sono tasselli fondamentali nella costruzione di un pensiero che mette insieme tecnologia, visione e responsabilità. E che ci ricorda, ogni volta, che il futuro è fatto prima di tutto di persone.

English version
Pattie Maes: Meeting the Future Before It Happens
I met Pattie Maes in Brussels many years ago. She was very young, but already strikingly clear in her vision. She spoke about technology with ease, as if it were already part of our daily lives—long before it truly was.
What impressed me immediately was her ability to connect different worlds: digital systems, human behavior, perception, and memory. An approach we might now call “human-centered,” though at the time it was rare to encounter such clarity and passion.
Among the many projects I’ve followed over the years, one in particular left a lasting impression: SixthSense. Presented at TED in 2009, it was a wearable system that allowed users to interact with the physical world through gestures, projections, and object recognition. A visionary idea that anticipated the concept of augmented reality—well before it became part of our everyday vocabulary.
Today, Pattie leads the Fluid Interfaces research group at the MIT Media Lab in Boston, where she continues to explore how technology can enhance human abilities in intuitive and respectful ways. But to me, she is still the young researcher I first met in Brussels—curious, thoughtful, and open to what could be.
One of her most fascinating recent projects is Alter Ego, a human-machine interface developed to overcome the limitations of keyboards, screens, and voice commands. The idea is to create a natural extension of the human mind—enabling communication with digital devices at the speed of thought, without speaking out loud or using hands. The system works by detecting the neural and muscular micro-signals the brain sends to the vocal system when we think about speaking. These silent and invisible signals are interpreted in real time and transformed into text or digital commands.
Some key features:
- Silent and private communication: you can “speak” without making a sound, selecting only the thoughts you want to express.
- Silent Sense: a proprietary technology that captures the full spectrum of speech signals—even the weakest ones—without interference from external noise.
- Natural interaction: Alter Ego can answer questions, take notes, create reminders, or carry out instructions—without interrupting what you’re doing.
- Visual and gestural support: small cameras and gesture recognition allow it to interpret the surrounding environment and provide contextual information.
- Direct communication and collaboration: two people wearing Alter Ego can converse in silence—almost like a form of “digital telepathy.”
- Instant translation: silent speech can be translated into other languages in real time, ideal for travel or intercultural conversations.
- Inclusion: it offers new possibilities for people with speech impairments, giving them back a “voice.”
Vision
Alter Ego is not just a tool—it’s a step toward technologies that become intimate extensions of human abilities, like glasses enhance vision or a bicycle amplifies our legs. The goal is technology that doesn’t distance us from being human, but brings us closer—enhancing creativity, communication, and connection with others.
Like all the stories shared in this section, this encounter is part of my personal journey through digital culture. Meeting people like Pattie Maes is never just a passing event: it becomes a defining moment, shaping a vision that brings together technology, responsibility, and human potential. And it reminds us that the future is, above all, made of people.

Gianna Martinengo
CEO DKTS
Membro del Board Innovazione Tecnologica – Trasformazione Digitale, Comune di Milano
Presidente del Comitato Scientifico, MUSA Scarl
Membro del Comitato Scientifico, UNISALUTE
Fondatrice e Presidente di Women&Tech® ETS
(per maggiori dettagli sul CV, vedi: https://www.didaelkts.it/gianna-martinengo)







