Tecnologia al servizio del welfare aziendale

Tecnologia al servizio del welfare aziendale2018-07-17T14:40:13+00:00

Project Description

Ci sono le persone, ci sono i bisogni, c’è la tecnologia. Ci domandiamo da tempo se questi elementi possono essere legati tra di loro.

Non è una semplice questione di “prodotti digitali in funzione di… un progetto, un obiettivo, un percorso di sviluppo”. Penso che vi sia un ragionamento complessivo da condividere, un punto di vista da dibattere.

La mia visione non parte né dalle macchine né dalla tecnologia slegata dal suo utilizzo: parte dall’analisi della natura delle attività umane.

Da questa analisi, nasce il convincimento che le funzioni umane non sono tra loro separabili. Ad esempio: io stessa sono donna, e contemporaneamente madre, imprenditrice, moglie, volontaria, ricercatrice. In momenti successivi ma quasi indistinguibili: leggo, studio, imparo, dimentico, agisco, lavoro, comunico, mi informo, condivido, progetto, realizzo, gioco, cerco, … Questa realtà non può essere affrontata come se le funzioni fossero separabili; al contrario deve essere vista in modo unitario, integrato, olistico. Per questi motivi, la tecnologia che gli individui usano ogni giorno non può rivolgersi ad una sola funzione della persona, ma deve essere pervasiva rispetto ai vari ruoli ed alle varie fasi dell’attività umana.

Proprio per valorizzare questa visione, sin dagli anni ‘80 il mio percorso di ricerca ha riguardato dialogo ed interazione tra persone mediato dalla tecnologia. Nei progetti di innovazione dedicati alle aziende, già allora vi era la necessità di orientare, anzi, centrare gli sviluppi di tecnologie innovative verso una visione interattiva e dialogica. D’altra parte, cos’è l’insegnamento (o meglio: l’apprendimento) se non il risultato di un insieme di conversazioni? Era questa la missione di Dida*el, Didattica con Elaboratore, la mia prima azienda.

Interazione significa inter-azione. L’azione che ognuno esercita sull’altro non è necessariamente fisica, ma può essere cognitiva, ossia può modificare progressivamente conoscenza ed emozioni a disposizione dell’interlocutore. Il dialogo è la struttura comunicativa e l’interazione ne è il risultato. Questo non vale soltanto per l’insegnamento-apprendimento, ma in generale negli scambi tipici dell’attività lavorativa. Il lavoro, nel nuovo mondo dei servizi, è dunque costituito da scambi di conoscenza grazie alle conversazioni: dialoghi ed interazioni. Negli anni ’90 la nostra attività ha dunque progressivamente affrontato i temi del lavoro collaborativo con gli stessi strumenti concettuali validi per le situazioni di insegnamento-apprendimento.

Negli stessi anni 2000 si imponevano progressivamente Internet – la rete – e Web – i suoi contenuti: documenti, persone e classificatori (parole chiave, titoli, …). Questo fenomeno ha amplificato l’interesse collettivo verso una visione dialogica, interattiva ma anche sociale, non più solo personale. In altre parole: tutti hanno avuto progressivamente accesso a tutti gli altri, indipendentemente da luogo e tempo. La costruzione di conoscenza – e l’intelligenza ad essa legata – sono diventate collettive e sempre più sociali.

La centralità della persona ha permeato tutti i progetti di Didael KTS, Knowledge Technology Services, l’azienda che dal 2010 ha adottato come missione aziendale “e-learning, e-work ed e-communication”. Avendo ben presente che intelligenza razionale ed emotiva sono strettamente legate, ci siamo posti il problema degli effetti sociali non più soltanto individuali delle conversazioni in rete. Da ciò il nuovo legame del nostro lavoro non solo su tecniche e competenze individuali, ma anche su aspetti di welfare, inteso come “ben-essere”. Si tratta perciò di sfruttare le tecnologie per migliorare la qualità della vita delle persone.

Da qui è nato per esempio, nel 2011, il progetto Maggiordomo Digitale, in risposta al Bando Regione Lombardia “Cofinanziamento di progetti innovativi in materia di welfare aziendale e interaziendale”. Per noi è stato facile entrare in sinergia con questa nuova proposta delle istituzioni: ragionare sui servizi di cui i cittadini ed i dipendenti delle aziende hanno bisogno per lavorare e vivere meglio.

Di pari passo con l’evoluzione della tecnologia, abbiamo osservato con interesse il fatto che le persone chiedessero progressivamente sostegno ed aiuto, e che le aziende fossero sempre più orientate ad offrire soluzioni innovative per migliorare il welfare all’interno delle loro comunità. Contestualmente la normativa ha iniziato a fare piccoli passi, in un percorso che si è fatto virtuoso.

Sono particolarmente orgogliosa di aver ideato il progetto Maggiordomo Digitale, non solo per l’impatto che ha avuto nei confronti della comunità lombarda, ma anche perché si è trattato del primo progetto di innovazione tecnologica e sociale alo stesso tempo, rivolto alle piccole e medie imprese dell’imprenditoria femminile.

A questo punto dell’evoluzione della società, il welfare aziendale è chiamato a una nuova sfida: non più rispondere ai bisogni delle persone solo attraverso semplici ticket di prodotto o di servizio. È richiesto un approccio più ampio, che contempli anche opportunità ed offerte di natura culturale, formativa ed informativa. Questo è conseguenza del nuovo modo di vivere, non solo all’interno del mondo del lavoro, ma anche in famiglia. Sono state identificate nuove esigenze ed opportunità per facilitare e potenziare la qualità della vita nelle città, nelle singole case, sul lavoro, nei trasporti, nelle scuole, …

Questo è il welfare aziendale per il quale Didael KTS sviluppa progetti, prodotti e servizi di consulenza.

A questo proposito, mi fa piacere annunciare che recentemente Didael KTS ha firmato una convenzione con Edenred, azienda specializzata nelle soluzioni transazionali destinate ad imprese, dipendenti e merchant, per proporre alcuni dei propri prodotti a catalogo  all’interno dell’offerta di welfare aziendale. I beneficiari potranno accedere ai numerosi corsi on line frutto della esperienza consolidata e riconosciuta nel digital learning, mediante l’utilizzo dei Ticket Welfare. Il funzionamento è molto semplice: l’azienda assegna un importo ai propri dipendenti, che possono trasformarlo in un ticket spendibile per sé o la famiglia. Le attività convenzionate tra cui può scegliere il beneficiario sono ben 3.000!

I corsi Didael KTS che i dipendenti possono attivare sono tantissimi e comprendono l’apprendimento delle lingue (sia dell’italiano da parte degli stranieri, che delle lingue estere da parte degli italiani, con diversi livelli), i principali pacchetti informatici in uso nelle famiglie, giochi interattivi per scoprire l’uso del pc rivolto ai bambini. Fondamentale – e molto utilizzato anche in contesti differenti – è anche il programma dedicato al caregiving famigliare, Badandum.

“Multimedialità ed coinvolgimento” sono i tratti distintivo di tutti i prodotti Didael KTS che arricchiscono la piattaforma Edenred. Desideriamo che le persone possano accedere alla formazione utilizzando tutti i mezzi più attuali del digital learning, in modo che la comprensione e l’apprendimento siano veloci e molto efficaci.

Per avere maggiori informazioni in merito alla normativa che sostiene i progetti di welfare aziendale, conoscere le possibilità esistenti (di benefit, iniziative ed aree di interesse), è possibile consultare il sito https://www.welfare-aziendale.it/.

Gianna Martinengo

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