LE RADICI DI UNA NUOVA TEORIA DELLA CONOSCENZA

La conoscenza: il vero patrimonio del XXI secolo

«La rivoluzione che stiamo vivendo non riguarda soltanto i sistemi di Intelligenza Artificiale. Riguarda il modo in cui l’umanità produce, condivide e trasforma la conoscenza.»

Gianna Martinengo, CEO DKTS

Una domanda che attraversa una vita

Ci sono domande che non nascono in un momento preciso. Emergono lentamente, accompagnano un’intera vita professionale, cambiano linguaggio con il passare degli anni, ma rimangono sostanzialmente le stesse. La domanda che ha guidato il mio percorso non è mai stata: che cos’è l’Intelligenza Artificiale? È stata un’altra. Come nasce la conoscenza?Come apprendono le persone?Come apprendono le organizzazioni?Come si costruisce il sapere collettivo?Come si trasforma l’esperienza in innovazione? E oggi, come cambiano questi processi quando entrano in relazione con sistemi di Intelligenza Artificiale?Guardando al mio percorso, mi accorgo che ogni esperienza è stata una diversa risposta a questa domanda.

Dalla ricerca all’impresa, dalla formazione alla costruzione di reti di collaborazione, fino all’impegno istituzionale, il filo conduttore è rimasto lo stesso: comprendere come la conoscenza possa essere generata, condivisa e trasformata in valore per le persone e per la società. Per molti anni ho pensato di essermi occupata di educazione, innovazione digitale, Knowledge Management, Intelligenza Artificiale, organizzazioni, competenze, governance.

Oggi credo che queste siano soltanto espressioni diverse di un’unica ricerca.Una ricerca sulla conoscenza.

L’equivoco della società dell’informazione

Negli ultimi decenni abbiamo parlato di società dell’informazione, economia della conoscenza, trasformazione digitale e, più recentemente, di rivoluzione dell’Intelligenza Artificiale. Ognuna di queste definizioni descrive una parte della realtà. Nessuna, tuttavia, coglie il cambiamento più profondo. La trasformazione che stiamo vivendo non riguarda principalmente l’informazione. Riguarda la conoscenza.

Per molto tempo abbiamo utilizzato i termini dato, informazione e conoscenza come se fossero intercambiabili.Non lo sono. Il dato rappresenta un fatto.L’informazione organizza i dati.La conoscenza attribuisce significato alle informazioni.

La comprensione collega la conoscenza all’esperienza.La responsabilità orienta la comprensione verso decisioni che producono valore per la collettività.Questa distinzione, apparentemente teorica, è oggi decisiva. I sistemi di Intelligenza Artificiale elaborano dati e informazioni con una capacità senza precedenti.Possono riconoscere correlazioni, sintetizzare documenti, generare contenuti e supportare decisioni.

Ma la conoscenza non nasce automaticamente dall’elaborazione dell’informazione.La conoscenza nasce quando un essere umano interpreta, collega, valuta criticamente e attribuisce significato.È un processo cognitivo.Prima ancora che computazionale.Ed è proprio questo processo che oggi siamo chiamati a comprendere.

La conoscenza non è un patrimonio. È una relazione.

Per molti anni abbiamo immaginato la conoscenza come qualcosa da conservare.Abbiamo costruito biblioteche, archivi, basi documentali, repository, sistemi di Knowledge Management. Queste infrastrutture hanno rappresentato un passaggio fondamentale nell’evoluzione delle organizzazioni.Ma hanno anche alimentato un equivoco.L’idea che la conoscenza possa essere contenuta.In realtà la conoscenza non è un oggetto.Non è una risorsa.Non è un patrimonio statico.

La conoscenza è un processo dinamico.Nasce dall’incontro tra persone, esperienze, discipline, culture e organizzazioni.Si sviluppa attraverso il dialogo.Si consolida nella pratica.Si modifica continuamente.

Ogni volta che due persone mettono in comune competenze differenti nascequalcosa che nessuna delle due possedeva in precedenza.Ogni volta che una comunità affronta insieme un problema, produce una conoscenza che non coincide con la semplice somma dei contributi individuali. La conoscenza, dunque, non appartiene a qualcuno. Emerge dalle relazioni.

Questa è la prima tesi che propongo.

La conoscenza non risiede nelle persone, nelle organizzazioni o nei sistemi di Intelligenza Artificiale.

La conoscenza emerge dalla qualità delle relazioni che si sviluppano tra persone, organizzazioni e sistemi di Intelligenza Artificiale.

È una differenza sostanziale. Non ci stiamo chiedendo dove sia conservata la conoscenza. Ci stiamo chiedendo come essa prenda forma. Ed è proprio questa domanda che, a mio avviso, apre una nuova prospettiva per comprendere la trasformazione in atto.

I sistemi di Intelligenza Artificiale come nuovi attori cognitivi

Se la conoscenza nasce dalle relazioni, allora anche il ruolo dei sistemi di Intelligenza Artificiale deve essere reinterpretato.Per molto tempo abbiamo considerato questi sistemi come strumenti. Strumenti sempre più sofisticati, certamente, ma pur sempre strumenti.Oggi questa definizione non è più  sufficiente.

I sistemi di Intelligenza Artificiale non si limitano ad automatizzare attività.

Entrano nei processi attraverso i quali le persone apprendono, ricercano informazioni, formulano ipotesi, prendono decisioni e costruiscono nuova conoscenza. Essi modificano il contesto cognitivo nel quale operiamo. Influenzano le domande che poniamo. Le connessioni che siamo in grado di individuare.Le alternative che prendiamo in considerazione.

Persino il linguaggio attraverso cui descriviamo la realtà.Per questa ragione ritengo che essi debbano essere considerati nuovi attori dell’ecosistema della conoscenza. Non sostituiscono l’intelligenza umana. Ne modificano le condizioni di esercizio.

Questa trasformazione rappresenta, probabilmente, il cambiamento più significativo introdotto dall’Intelligenza Artificiale.Non la sostituzione del lavoro umano.Non l’automazione. Ma la ridefinizione dell’ecosistema entro il quale la conoscenza viene costruita.

Verso una nuova teoria della conoscenza

Per comprendere questa trasformazione non è sufficiente sviluppare sistemi di Intelligenza Artificiale più potenti. Occorre sviluppare una nuova teoria della conoscenza.Una teoria capace di integrare Computer Science, Scienze Cognitive, Scienze Sociali, pedagogia, organizzazione, etica e governance.

Una teoria nella quale i sistemi di Intelligenza Artificiale non rappresentino il centro della riflessione, ma una delle componenti di un ecosistema più ampio.È questo l’obiettivo del presente Position Paper.

Non proporre una teoria dell’Intelligenza Artificiale.Proporre una teoria della conoscenza nell’epoca dei sistemi di Intelligenza Artificiale. Perché la sfida del nostro tempo non consiste nel costruire sistemi sempre più intelligenti.

Consiste nel costruire una società capace di utilizzare tali sistemi per accrescere la propria capacità di comprendere, apprendere, collaborare e decidere responsabilmente. In altre parole, una società capace di trasformare il progresso tecnologico in progresso umano.

Gianna Martinengo

Gianna Martinengo
CEO DKTS
Membro del Board Innovazione Tecnologica – Trasformazione Digitale, Comune di Milano
Coordinatrice del Comitato Scientifico, MUSA Scarl
Membro del Comitato Scientifico, UNISALUTE
Fondatrice e Presidente di Women&Tech® ETS

(per maggiori dettagli sul CV, vedi: https://www.didaelkts.it/gianna-martinengo)